BARITONO
Il CD From MOZART to WAGNER di Lucio Gallo, dedicato all’esecuzione di quattordici Arie d’Opera, da Mozart a Giordano attraverso Rossini, Donizetti, Gounod, Wagner, Verdi, Tchaikovsky, e Puccini, rappresenta un momento significativo nel viaggio di questo cantante italiano nel mondo, ancora oggi raro, di una pratica vocale di tipo assolutamente globale. Ricordo ancora oggi con umorismo e nostalgia la sua audizione per l’ammissione alla Classe di Canto al Conservatorio “G.Verdi” di Torino, nel 1981. Il giovane, digiuno in modo assoluto di cultura vocale operistica o da camera, propose alla commissione giudicatrice il celebre Song di Ebb e Kander “New York, New York” provocando nei paludati maestri un moto di… incomprensibile ma immaginabile rigetto!
L’esecuzione mise tuttavia in evidenza alcuni aspetti fondamentali di un legittimo possibile inizio di studio del canto: ottima intonazione, senso del ritmo, alcune note gravi pregevoli ed altre acute e infine una struggente espressività nel ricordare il fascino segreto della mitica città d’oltre Oceano!
Dopo circa sette anni di studio molto severo ebbe inizio la carriera di questo giovane, originario della “greca” Taranto, che aveva ben compreso l’idea didattica del suo insegnante nonchè l’esigenza di rappresentare un nuovo tipo di cantante moderno, non legato alle tradizioni esecutive del passato. Il suo primo LP, nel 1988, fu dedicato allo Schubert-Italiano, una serie di Lieder su poesie di Goldoni, Metastasio, Vittorelli, illuminando in modo magnifico come il sublime compositore austriaco seppe “guardare” a Rossini! Nel 1990 Gallo ha registrato le 22 Ariette per Voce medio-grave del Metodo Vaccaj. Allo stesso tempo, iniziato alla conoscenza del Lied di estrazione tedesca, Gallo esordì in un Liederabend alla Bach-Akademie di Stuttgart, salutato dalla critica con queste parole: “Per il modo di cantare il Lied di Lucio Gallo permettetemi di citare Robert Schumann: “Giù il cappello, miei signori, ecco un talento!”
Seguì una carriera che lo ha visto e lo vede tuttora protagonista nei più grandi teatri del mondo, dal Teatro alla Scala, alla Met di New York, dalla Deutsche Oper di Berlino al Covent Garden di Londra dove recentemente ha trionfato in due ruoli verdiani quali Jago e Simon Boccanegra. Nel campo del Lied seguirono pregevoli incisioni quali il Liederkreis op. 39 e Duetti di Schumann, una serie di Liriche e Il Tramonto per voce e quartetto d’archi di Respighi, un folto gruppo di canzoni di Tosti e Il Canzoniere Italiano di Wolf-Ferrari. Più di 50 ruoli protagonistici nel campo dell’Opera diretto da celebri Direttori quali Abbado, Mehta, Barenboim, Muti, Pappano…
Le interpretazioni qui riprodotte con la direzione di Ulf Schirmer e la Münchner Rundfunkorchester rappresentano un’incessante ricerca della verità musicale all’interno del puro suono. Non si svela un segreto di stato affermando che i libretti d’opera altro non sono che un convenzionale ausilio per il compositore. Ci siamo mai chiesti perché nessun Compositore italiano abbia mai pensato di musicare, nel campo della musica vocale da camera, un testo di Leopardi? Il nostro sommo Poeta è di per se musica così come lo era Goethe. Purtroppo l’Italia non ha mai avuto un suo Schubert o un Wolf…
Quanti e quanti cantanti, soprattutto del passato, si sono sforzati di dare discutibili accenti alle povere parole dei libretti d’opera, dimenticando che solo all’interno del puro suono si può capire, ad es. l’abissale bellezza di “Dite, alla giovine sì bella e pura” che, eseguita da Maria Callas illuminava finalmente una di quelle immacolate melodie lunghe, lunghe, lunghe che Verdi sembrava invidiare a un Bellini.
Ebbene Lucio Gallo, riesce a porre in secondo piano l’uso della parola tanto fraintesa da innumerevoli esecuzioni teatrali o discografiche mentre, al contrario, illumina di “drammatico” significato il puro Suono “in Musica!
Si ascolti con attenzione la levità della Serenata di Don Giovanni e l’abissale disperazione (in Musica!) del Monologo dell’Olandese wagneriano. Sarà forse una nuova esperienza d’ascolto.
© Elio Battaglia / Photo: © 2010 Urban Ruths, Berlin